Magia e tradizioni magiche nell'antichità

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La magia protettiva: amuleti e gemme magiche

 

La magia del Mago Arkam risolve i vostri problemi di malocchio, fortuna, amore, salute

 

 

I presenti amuleti e gemme della magia antica, fanno parte della Collezione dell'Università del Michigan e sono qui presentati grazie alla gentile concessione dell'Università. 

 

La traduzione in Italiano rappresenta una traduzione diretta del testo originale di Gideon Bohak.

 

Per visionare l'intera esposizione in Inglese, vogliate visitare: http://www.lib.umich.edu/pap/magic

 

Per visionare l'intera collezione di papiri, dell'Università del Michigan vogliate visitare:

http://www.lsa.umich.edu/pap e il Kelsey Museum of Archaeology

http://www.lsa.umich.edu/kelsey

 

 

Cliccate sulle immagini di vostro interesse per vederne la versione

ingrandita. Per visionare l'immagine originale, cliccate su http://www.lib.umich.edu/pap/magic/

 

 

PMich inv. 6666 = PGM CXXX

 

Egitto
3rd century A.D.

Papyrus

Testo: [ia]rbath agrammê fiblô chnêmeô [a e]e êêê iiii ooooo uuuuuu ôôôôôô[ô] Signore Dio, guarire Helena, figlia di [...] da qualsiasi malattia e da qualsiasi tremore e [febbre], effimero, quotidiano, febbre terzana, quar[tan], iarbath agrammê fiblô chnêmeô aeêiouôôuoiêea eêiouôôuoiêe êiouôôuoiê iouôôuoi ouôôuo uôôu uuuuu ôô

Questo amuleto di papiro scritto in Greco, fu piegato (notare le pieghe orizzontali), arrotolato e portato da Elena in un piccolo tubo metallico, per proteggerla da un attacco di febbre. Per la formula "iarbath" comparate con il no. 17. Notate anche la stella e la luna crescente sulla destra. 

Bibliografia: R.W. Daniel, "P. Mich. Inv. 6666: Magic," Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 50 (1983), pp. 147-154.

 

PMich inv. 3023a

 

Structure 113 I/Z, Karanis, Egypt

4th century A.D.?
Papyrus

 

Testo: . . questo amuleto, akrammajamari aablanaphanalbaa . . . axeeeeeee [carattere] , Jesus, Jesus, grande mente [. . . ], Jesus, Jesus, . . . Michele, Gabriele, . . . nuel.

Un amuleto Coptic trovato negli scavi di Karanis, Egitto, in una stanza che data il III e IV secolo D.C.. Notate le formule "akrammachamari" e "ablanathanalba", entrambe un poco errate. Per i caratteri, comparate con le note del no. 10 e per la loro apparenza in amuleti Cristiani, vedere il no. 32.

Bibliografia Meyer-Smith, no. 124.

 

Kelsey Museum 24255

Karanis, Egypt
3rd or 4th century A.D.?
Lead

Un amuleto in piombo ripiegato attorno alla catena che fu presumibilmente portato attorno al polso o alla caviglia. Rivenuto alla luce durante gli scavi di Karanis, Egitto, in una stanza il cui contenuto risale al III e IV secolo D.C..

 

Bibliografia: Unpublished.

 

 

10. Kelsey Museum 26052

  

Lapis lazuli 

Purchased in Egypt

 

Osservazioni: include caratteri "Ouroboros"

Verso: Pieno.

Come per molte altre gemme, l'immagine è cerchiata da un "ouroboros" - un serpente che divora la sua propria coda - un simbolo egiziano di rigenerazione ed eternità. I segni incisi in questa gemma erano noti nell'antichità come "caratteri" ed erano considerati molto potenti. Il loro significato ed origine rimangono oscuri e sembra fossero oscuri anche per gli antichi praticanti. 

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 292.

 

 

11. Kelsey Museum 26059

 

Haematite

Purchased in Egypt


Osservazioni: Capeggiato da due dei (serpente e ibis), raffigura un egizio con scettro e simboli "ankh". Sotto, un coccodrillo con un disco nel posteriore. 

 

Iscrizione: arpon chnouphi br[nta]tênôphiermioouth.



Iscrizione Verso: iaeô baphrenemoun othilarikriphiae u eaiphrikiralitho nuomenerphab ôeai phrikira. Digest! Digest! (segno "Chnoubis") Chnoubis.

Un amuleto digestivo che sarebbe stato portato in un sacchetto posto a contatto con lo stomaco dolorente. Dei animali e dei ibridi furono tipici nell'Egitto panteonistico e nelle sue adattazioni Greco-Romane, ma il dio ibrido qui raffigurato non viene trovato da nessun altra parte. La formula "arpon chnouphi" appare su altre gemme, come pure su libri di ricette ed è, probabilmente, di origine egiziana. ("Hor(us) - Khnoum..."). Il verso contiene una versione leggermente mutilata del ben noto palindrome, "iaeôbaphrenemoun" - ecc., come pure l'ordine "Digest'', il nome divino Chnoubis ed il segno zzz che spesso accompagna il nome di Chnoubis.

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 264.

 

 

12. Kelsey Museum 26169

 

Gray agate

Purchased in Egypt

Osservazioni: Dio dalla testa di gallo e gambe di serpente, con un kilt, uno scudo ed una frusta. 

Iscrizione: Iaô.





Iscrizione Verso: tala araiô ôaraoro ntoko nbai.

Il dio dalla testa di gallo e le gambe di serpente, le cui origini sono sconosciute, appare frequentemente su gemme magiche e viene spesso identificato come Iaô. Questa gemma può essere un falso moderno, modellato secondo ben noti disegni antichi. L'iscrizione senza senso del retro può essere stata ideata per apparire come Coptic.

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 173.

 

13. Kelsey Museum 26054

Purchased in Egypt
Green jasper

Osservazioni: include un dio Ouroboros dalla testa di gallo e gambe di serpente, con una tunica militare, kilt, scudo e frusta.  

Iscrizioni: (sullo scudo) iaêio uôêiê êôiii; (sopra lo scudo) Michaêl Rephaêl Gabriêl Ouriêl; (sopra la frusta) aieê; (sotto la frusta) sêmea kenteu konteu kengeu kêrideu darunkô lukuêxi; (sotto le gambe di serpente) semeseilam lathramaphta iô iô iô iê iê iê iiiiiiiiiiii aêaêaê aaaiai eiô; (margine basso) psinôtherthernô.



Osservazioni: dio dalla testa di aquila indossante solamente un grembiule, con sei ali e coda di uccello. Nelle sue mani, un amuleto egiziano sa. 

Iscrizione: asasam adouram.

Smussatura: sette scarabei, una stella, un cynocephalus, un coccodrillo e diverse figure oscure. 

Da notare, in modo particolare, il carattere internazionale di questa figura: le immagini sono egiziane, le lettere greche, il grembiule del dio è romano, i nomi angelici (Michael, ecc.) sono ebrei ed alcune delle voces magicae (es."semeseilam" che probabilmente significa "sole eterno") sono di origine semitica e non ebrea. Da notare inoltre la fine esecuzione di ogni dettaglio. 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 172.

 

14. Kelsey Museum 26196

Origins unknown
Haematite

Osservazioni: dio dalla testa di gallo (?) e gambe di serpente, con kilt, scudo e frusta.  





Iscrizione verso: Digest!

Su questa gemma, il dio dalle gambe di serpente era invocato per aiutare la digestione. 

 

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 185.



15. Kelsey Museum 26061

Purchased in Egypt
Green jasper

Osservazioni: Osiris come mamma indossante la corona egizia atef, fra Iside e Nefertite, su una barca di papiro con sparvieri ad ogni lato. 



Iscrizione verso: aeêiouô (circondata da geroglifici senza senso.

Chiunque abbia ideato questa gemma era familiare con l'iconografia egiziana, come pure con l'apparenza - ma non il significato - dei segni geroglifici egiziani. Le sette vocali greche erano supposte possedere speciali poteri - forse perchè esse "respiravano la vita", come ciò era fra consonanti morte,  e perchè gli Egizi, il cui sistema di scrittura non includeva consonanti, trovavano questo molto intrigante - e venivano cantate ad alta voce in numerosi rituali magici.

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 2.

 

16. Kelsey Museum 26099

Purchased in Egypt
Green jasper

Osservazioni: Figura Panteista con quattro ali, coda di uccello ed un viso umano con una corona egiziana atef. 



 


Iscrizione verso: Iaô eulamô ieuêêu a ee êêê iiii ooooo uuuuuu ôôôôôôô.

Figure panteistiche - divinità ibride portanti tratti e forme di numerosi dei, sono identificati in iconografie egizie che datano prima della conquista macedoniese del IV secolo D.C. ed attraverso il periodo Greco - Romano. Per "eulamô," una comune vox magica il cui significato è sconosciuto, vedere il no. 21. Da notare che l'iscrizione sul verso contiene un triangolo vocale "stretto". 

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 254.

 

17. Kelsey Museum 26109

Purchased in Egypt
Haematite

Osservazioni: Barca di papiro con Harpocrates seduta su loto, la testa cerchiata di numbus con sette doppi raggi. Sotto i suoi piedi, un cynocephalus. Iside and Nefertiti tengono scettri di loto ed un simbolo ankh, indossando l'atef egizio e la corona hemhem. Triadi di falconi, serpenti, coccodrilli, scarabei e capre. Due stelle e due mezzelune.  

 


Verso: Scarabeo fra due falchi incoronati. 

Iscrizione: arbath agramnê phiblô chnêmeô.

 

Sia la faccia che il verso mostrano tipici motivi egizi, quali il dio che naviga su una barca solare o animali sacri, simbolo di divinità individuali. La corona e l'anello d'oro sono moderni. 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 210.

 

18. Kelsey Museum 26072

Purchased in Egypt
Green jasper

Osservazioni: Ouroboros includente un Sarapis seduto, con un Cerberus (?) ai suoi piedi. Sulla sua testa, uno scarabeo alato. 




Iscrizione verso: iaôanarabaranaôai sthombaolê baol sthombalakamoth ombalê.

 

L'iscrizione nel verso contiene un palidromo che può essere basato su una frase aramaica significante "Io sono il grande Iaô" e la formula "sthombaolê" trovata altrove. 

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 17.

 

19. Kelsey Museum 26111

Purchased in Egypt
Bloodstone

Osservazioni: Sei caratteri a raggio ed un'anfora con due manici. 

 

Iscrizione: euthem.

Verso: Pieno.

Il disegno dell'anfora e dei manici era un comune simbolo di prosperità. Il significato dell'iscrizione non è chiaro. 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 273.

 

20. Kelsey Museum 26067

Purchased in Egypt
Haematite

Osservazioni: L'Ouroboros include simboli uterini, con Khnoum, il dio dalla testa di ariete che tocca l'anello della chiave. Sopra, Iside and Nefertiti fiancheggianti Anubis e una figura non identificata (il paziente?).

Iscrizioni: (dentro l'ouroboros) iariaiaiiieôiô Sabaôth êi (fuori) soroor merpher ga[rmar maphreiour]igx.

 

Verso: Ouroboros, includente iscrizioni in caratteri e un simbolo Chnoubis. Iscrizioni: orôriouth iaêôiaô (3 caratteri?) Sabaôth (carattere) iaêôieai borbor parphor phorbar phorphor rai.

Un amuleto uterino uterine, significante il controllo sulle nascite "aprendo" e "chiudendo" l'utero con una chiave speciale. Su questi amuleti, la scena dell'utero è spesso accompagnata da "orôriouth" che deve essere il nome del potere che controlla l'attività dell'utero (o l'utero di per se' stesso) e dalla formula "sororoor" il cui significato e funzione sono sconosciuti. Da notare l'apparenza del nome divino ebreo Sabaôth - "(Signore di) Hosts" - fra l'iconografia egizia. 

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 142.

 

21. Kelsey Museum 26050

Purchased in Egypt
Rock crystal

Osservazioni: Leone e stella.

Iscrizione: Iaô eulamô Abrasax.

Verso: Pieno.

Per "Iaô eulamô," vedere il no. 16.

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 237.

 

22. Kelsey Museum 26091

Purchased in Egypt
Glass paste?

Osservazioni: Un prisma rettangolare iscritto su tutti i quattro lati. 

Iscrizioni:

 

A. Iaô

 



B. Sabaô


 


C. Michaêl

 



D. Thôth (2 caratteri?)

 

Da notare la perforazione longitudinale, per permettere il passaggio di una corda. Mentre Iaô, Sabaô(th) e Michaêl sono di origine ebrea, Thôth è un dio egizio, usualmente equiparato al dio greco Hermes, in alcuni casi anche con il biblico Mosé.

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 361.

 

23. Kelsey Museum 26121

Purchased in Syria
Haematite

Osservazioni: Mietitore che taglia steli di grano. Un albero dietro di lui e serpenti sotto. 





 


Verso: Caratteri.

Iscrizione: Per hips.

Un amuleto contro dolori dell'anca (sciatica). La figura del mietitore deve essere stata scelta per questo ben provato tipo di amuleti, per la ben nota immunità dei lavoratori della terra verso dolori di anca.

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 123.



24. Kelsey Museum 26153

Purchased in Syria
Sard

Osservazioni: Ouroboros.

Iscrizioni: Salamaxa (tre caratteri) bameaza.

Verso: Pieno.

Notare la perforazione. Il significato della voces magicae, probabilmente di origine Semitica, è sconosciuto.

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 286.

 

25. Kelsey Museum 26125

Purchased in Syria
Staetite

Osservazioni: Ouroboros?, includente una figura non identificata che tiene un oggetto non identificato rivolto verso un grande serpente. Fra essi, un piccolo altare?




 

 


Iscrizione verso: Sconosciuta.

 

L'iscrizione sul verso non è stata identificata. Può trattarsi di uno pseudo manuscritto o di un frammento, ma probabilmente si tratta di un reale ed ancora non noto alfabeto. 

 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 340.

 

26. Kelsey Museum 26129

Purchased in Syria
Lead

Iscrizione: Sabaô.





Iscrizione verso: Rephaêl.

 

Notare gli anelli di sospensione; questo amuleto fu creato per essere appeso, presumibilmente attorno al collo. Da notare che entrambi i lati sono scritti con lettere a specchio, in quanto si riteneva che ciò aumentasse l'efficacia dell'amuleto.  

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 342.

 

27. Kelsey Museum 26092

Purchased in Egypt
Haematite

Osservazioni: Cavaliere che colpisce con la lancia un demone femminile prostrato. 

Iscrizione: Solomon.

 


Verso: Una chiave.

Iscrizione: Sigillo di Dio.

 

Amuleti di cavalieri come questo, furono molto popolari fra gli Ebrei e certamente fra i Cristiani, come strumenti protettivi multifunzionali. L'uso di queste immagini - un guerriero cavaliere che assogetta un demone - è comune in molte culture e la sua adozione come simbolo nella lotta contro i demoni, è prontamente comprensibile. Su questo amuleto, come su molti altri, il cavaliere viene identificato come Salomone, il biblico saggio re, la cui tradizione post-biblica lo trasforma in un esperto di tutte le scienze occulte, specialmente per l'assogettazione di demoni. Così, similarmente, Ebrei e Cristiani invocavano il nome di Salomone, durante rituali per esorcismi. Su questo amuleto, la chiave - come sigillo divino - simbolizza il potere di rinchiudere il demonio e di prevenire qualsiasi danno causato dallo stesso. 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 294.

 

28. Kelsey Museum 26140

Purchased in Syria
Haematite

Osservazioni: Cavaliere che assogetta un demone prostrato. 






Iscrizione verso: Sigillo di Dio.

 

 

Bibliografia C. Bonner, Studies, pp. 208-210.



29. Kelsey Museum 26114

Purchased in Syria
Bronze

Osservazioni: Cavaliere con aureola che assogetta un demone femminile. 

Iscrizione: Un Dio che conquista diavol(i).







Osservazioni: Leone e serpente.

Iscrizione: Iaôth, Sabaôth, Michaêl.

Con una osservazione accurata, si nota che l'incisore ha dimenticato le ultime due lettere della parola "diavolo". Da notare inoltre l'erronea incisione di Iaôth, chiaramente influenzato da Sabaôth. L'invocazione "Un Dio" - qui accoppiata con i potenti nomi Iaô, Sabaôth e Michaêl - appare spesso su questi tipi di amuleto. 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 309.



30. Kelsey Museum 26115

Purchased in Syria
Bronze

Osservazioni: Cavaliere con lancia che assogetta un demone femminile prostrato. Sotto: un leone. 

Iscrizione: Un Dio che conquista diavoli. 







Verso: Il disegno degli occhi del diavolo - un occhio umano attaccato da un leone, un ibis, un serpente, uno scorpione ed un leopardo(?), un tridente ed una lancia. 

Iscrizione: Iaô Sabaôth Michaêl, aiuto.

Qui, il motivo del cavaliere viene accoppiato con il cosiddetto "occhio del diavolo". Attraverso il mondo antico, prevaleva la nozione che una persona invidiosa di altrui beni, oppure che gettava sguardi maliziosi ad altri, poteva causare loro molti danni. (Vedere: Malocchio). Per proteggersi contro  questi effetti, l'indossare uno di questi "occhi del diavolo" aggredito da vari mostri ed armi, era considerato di particolare efficacità. Il simbolo dell'occhio del diavolo fu uno strumento apotropaico (protettivo) estremamente popolare che appariva, non solo su amuleti, ma anche su mosaici e altre forme di espressione artistica.  

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 299.

 

31. Kelsey Museum 26165

Purchased in Syria
Bronze

Osservazioni: Cavaliere con aureola che colpisce con la lancia un demone prostrato. Iscrizione: ogurak mareot ufzezo uzerbe.

Verso: Pieno.

Il significato dell'iscrizione è sconosciuto, se non meramente incomprensibile. 

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 323.

 

32. Kelsey Museum 26119

Purchased in Syria
Bronze

Osservazioni: Cavaliere con aureola che colpisce con la lancia una leonessa dal viso umano femminile. Un angelo con aureola ferisce il cavaliere con la sua sollevata.  

Iscrizioni: (in campo) Un Dio che conquista demoni; (a margine) Colui il quale persiste nell'aiuto del Più Grande abiterà nel riparo del Dio del cielo. Dirà al Signore... 

 


Verso sopra: Cristo sul trono, circondato dai quattro animali dell'Apocalisse - un bue, un uomo, un aquila ed un leone. Sotto: un leone, un serpente, due cobra(?) ed un granchio. 

Iscrizioni: (in campo) Holy, Holy, Holy, signore Sabaôth (caratteri); (a margine) Il sigillo del Dio vivente, guarda da ogni diavolo colui il quale porta questo amuleto. 

Notare la croce sull'estremità della lancia del cavaliere e le croci all'inizio delle iscrizioni a margine. La formula "Colui il quale persiste" è il primo verso Psalm 91, un inno che sottolinea la protezione del pio che fu estremamente popolare come incanto protettivo negli amuleti Cristiani ed Ebrei. L'esplicita menzione nel Psalm 91 del leone, dell'aspide, del cobra e de serpente come mostri dei quali il pio non conoscerà paura, può spiegare la loro presenza - con il granchio che sostituisce l'aspide - su questo amuleto. Da notare specialmente i caratteri, così popolari nel magico pre-Cristiano, che sono qui incorporati in una immagine Cristiana.

 

Bibliografia C. Bonner, Studies, no. 324.

 

 

33. Kelsey Museum 26198

 

Purchased in Syria
Bronze

 

 

Un bracciale con quattro medaglioni (il quinto sarebbe stato incollato con il primo).

 

 

 

 

 

 

A. Iscrizione: Colui il quale persiste nell'aiutare.



 



B. La Vergine con il Bambino ed uno dei Magi?



 

 


C. La donna presso la tomba vuota?




 

 


D. Cavaliere con aureola che colpisce con la lancia un demone prostrato.



Questo bracciale mostra alcuni ben noti motivi di amuleti Cristiani, quali il Psalm 91(no. 32) e le scene del cavaliere (no. 27-32), come pure le scene del Nuovo Testamento che erano ritenute proteggere il portatore da ogni danno.

Bibliografia: C. Bonner, Studies, no. 321.

 

 

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